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La Cina sigla nuovi accordi in materia fiscale con i Paesi dell’UE di Lorenzo Riccardi, Giorgio Riccardi - Fiscalita' Estera 6/2014, Maggioli Editore

Fiscalita' Estera - n. 6/2014

ASPETTI FISCALI: La rivalutazione di quote o partecipazioni estere, L’eliminazione della doppia imposizione (parte 1), La legge cubana n. 118, Slovacchia: operativita' Iva in triangolazioni e movimenti interni, La Cina sigla nuovi accordi in materia fiscale con i Paesi dell'UE, La tassazione dei lavoratori frontalieri esaminando le norme di legge, le convenzioni, gli interpelli, Sistema fiscale delle Mauritius, Tassazione nel territorio delle Antille Olandesi 
VARIE: Internazionalizzazione: LTD o LLC?, Direttiva Bolkestein
QUESITI

 

http://www.fiscoetasse.com/BusinessCenter/scheda/23238-Fiscalita-Estera-n-6-2014.html

Malesia al passo con il transfer pricing, Fisco e Tasse 31.7.2014, L. Riccardi

Governo a lavoro per intraprendere un nuova direzione in materia. Il lavoro è solo all’inizio e la strada è ancora lunga, ma il governo malese sembra avere la chiara volontà di proseguire la sua attività di audit sui transfer pricing. Nello sforzo di ottenere informazioni sull’adeguamento alla normativa vigente, il Comitato Governativo alle attività economiche ha annunciato l’avvio di un’inchiesta volta a conoscere l’effettiva implementazione dei termini sul transfer-pricing. Questo costituirà il punto di partenza per la successive attività di ispezione a livello nazionale. Tra le linee guida innanzitutto il livello di conoscenza e adeguamento all’attuale legislazione in materia. Questa sfera si estenderà anche a livello internazionale ai paesi con cui vengono intrattenute relazioni commerciali. Una seconda dimensione riguarda poi il coinvolgimento del top management nella determinazione dei transfer prices. Infine I soggetti di imposta verranno interrogati su se e come avvenga l’adeguamento alle procedure dalle società holding e controllate estere e su come i compensi per gli scambi intra gruppo vengano effettivamente stabiliti nelle sigole transazioni.   Al termine di questa fase preliminare, le autorità procederanno quindi con le verifiche vere e proprie dalle quali emergerà la situazione generale. Da uno sguardo ravvicinato alla questione emerge come gli ultimi provvedimenti non fossero previsti dalla nomativa vigente introdotta solamente lo scorso anno. Lo stato della materia appare quantomai in fase di transizione e seguiranno pertanto ulteriori sviluppi.

 

http://www.fiscoetasse.com/blog/transfer-pricing-malesya/

Investire nel Fashion retail in Cina - L. Riccardi, 27.7.2014, Il Sole24 Ore, Diritto 24

Con tassi di sviluppo al di sopra delle maggiori economie mondiali ed una crescente capacità di spesa all'interno delle fasce medie della popolazione, la Cina è un passaggio obbligato nelle strategie di iternazionalizzazione per le aziende operanti nel comparto moda. Pur reppresentando il maggiore mercato per crescita e prospettive future, entrare nei canali distributivi in Cina è un percorso complesso per il fashion made in Italy. Infatti, se da un lato le procedure burocratiche spesso mettono le case di moda italiane di fronte ad un percorso in salita, dall'altro ogni firma porta con sè un posizionamento strategico, che per essere implementato con successo, merita alcune considerazioni. 
Nel settore del fashion retail, le scelte che portano all'ingresso nel mercato cinese possono essere molto variegate ed avere differenti implicazioni. Si va, infatti, dalla vendita dei propri prodotti ad un distributore con prezzi all'ingrosso, al coinvolgimento di un agente esterno, passando per il franchising, fino all' apertura di punti vendita di proprietà.
Nel primo caso, il coinvolgimento di un distributore (soprattutto nel caso in cui quest'ultimo funga anche da intermediario tra l'impresa e il rivenditore finale) determina la mancanza di un appropriato controllo sul punto vendita e sulle relazioni con i clienti, fattori entrambi essenziali per poter competere attivamente in questo settore, rende l'opzione meno appetibile.
Trovare un agente di vendita al dettaglio, invece, rappresentava l'unica soluzione possibile per penetrare il mercato quando, in passato, la Cina era ancora chiusa alle società a intero capitale estero (wholly owned foreign enterprises, WFOE). Il ruolo di agente è tipicamente ricoperto da una società cinese o di Hong Kong con licenza di svolgere attività retail in Cina. A questa società la casa di moda straniera concede il diritto di aprire negozi e vendere prodotti sotto il proprio brand. Ovviamente la scelta di un agente di fiducia e la definizione di regole precise fin dall'inizio sono gli aspetti più critici di questa seconda scelta, pena danni all'immagine del marchio. Un esempio è costituito da Ralph Lauren che, per il suo ingresso sul mercato cinese, optò per l'apertura di centinaia di negozi affidati a più agenti, senza peraltro definire una chiara politica di marketing ex ante. L'ampio grado di libertà di cui ogni agente godeva nella gestione dei punti vendita portò ad un disallineamento sostanziale con le politiche della casa madre e soprattutto alla confusione tra i consumatori cinesi circa il posizionamento del brand.
Un modello dal maggiore coinvolgimento da parte della società estera è quello del franchising, che permette di ovviare alla figura dell'agente. Un accordo di franchising impone tipicamente rigorose restrizioni operative al franchisee locale (interior design del punto vendita, presentazione e mix di prodotto). Tuttavia, le leggi e la regolamentazione alla base di questo schema sono più complesse: per rilasciare licenze di franchising, un soggetto giuridico nella forma di una Joint Venture (a capitale misto domestico ed estero) o WFOE (a intero capitale estero) deve essere registrato in Cina e avere almeno due negozi operativi da più di un anno. Per evitare l'assoggettamento a questi requisiti molte società adottano la scelta del distributore o dell'agente gestendolo, di fatto, come un franchising. 
Quando i brand stranieri hanno iniziato ad avere crescente successo sul mercato cinese e il Governo ha aperto l'economia alle WFOE, la maggior parte delle società del fashion ha scelto l'apertura di negozi di proprietà. Un esempio è Coach che, acquisita familiarità con il mercato cinese, ha internalizzato le attività legate al retail con l'obiettivo di espandere il proprio business in Cina. L'apertura di negozi di proprietà permette di esercitare un controllo totale ma richiede anche un impegno di lungo termine e un investimento considerevole. Sono, inoltre, molte e complesse le procedure che sottendono alla creazione di una WFOE, sia dal punto di vista legislativo che organizzativo/operativo (approvazione del Ministero del Commercio, requisiti patrimoniali minimi, scelta del nome cinese per il marchio, costituzione di un team con esperienza in Cina, importazione dei prodotti, logistica, marketing, etc.). Nonostante il dispendio di energie e di tempo, oggi molti brand operano con gestione diretta dei propri negozi in Cina visti i benefici che ne conseguono in termini di controllo.
Un investimento in Joint Venture può costituire invece un modo per collaborare con partner locali con diversi business models. La costituzione di un soggetto giuridico in Cina permette una maggiore flessibilità in attività quali incasso di pagamenti, gestione della propria attività nel mercato domestico, sviluppo di relazioni di business e strategie di marketing. 
Infine, seppur non collocabile nei canali tradizionali, l'online shopping sta ricoprendo un'importanza sempre maggiore, di pari passo con l'aumento degli utenti appartenenti alla cosiddetta ‘internet generation' nel paese. Secondo alcune stime, il loro numero sarà di circa 329 milioni nel 2015. All'interno di questo segmento di mercato, la categoria fashion è senza dubbio la più popolare e siti di fashion retail come Vancl stanno vivendo una fase di grande crescita grazie alle grandi opportunità offerte dall'e-commerce. Solo nel 2013 le vendite complessive effettuate online in Cina ammontano a 19,7 miliardi di dollari.
Da tutti questi casi, emerge come non ci sia un'unica formula per operare con successo nel segmeto retail in Cina. Il management dei gruppi del lusso si trova a dover comprendere e formulare la strategia più adatta, contestualmente alle necessità e caratteristiche specifiche del proprio brand in un mercato che ha superato il Giappone come primo paese per prodotti di alta gamma.

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2014-07-29/investire-fashion-retail-cina-093444.php

L. Riccardi - CHINA TAX SYSTEM - Peking University, School of Government in Beijing, 31.7.2014

The 2014 Edition of the Summer Institute on Climate Change and Environmental Protection (SICCEP) and Summer Institute on Intellectual Property Rights and China (IP-China) will be held at Peking University, School of Government in Beijing from July 5th to August 2nd 2014 (SICCEP and IP-China) and from July 19th to August 16th 2014 (IP-China and SICCEP).

University of Milan, Department of Italian and Supranational Public Law, University of Turin, Department of Law and gLAWcal – Global Law Initiatives for Sustainable Development (United Kingdom) have set up a Summer School in China – Executive Education Training Program to be held at Peking University School of Government in Beijing (China) with two parallel curricula to be held in two different terms.

The program is organized also in partnership with Lund University Faculty of Political Sciences in Sweden, University of Provence Aix Marseille I – CNRS Centre of Comparative Epistemology and Ergology in France, Universidad Carlos III de Madrid in Spain, University of Eastern Piedmont Faculty of Economics in Italy, University of Pavia, Faculty of Law in Italy, Catholic University of Milan Faculty of Law, Istanbul Sehir University in Turkey.
 

This program is multidisciplinary and is aimed at students, young graduates and senior professionals with a background in law, political sciences, international relations, philosophy, economics, environmental sciences, engineering and any other relevant discipline that can be related to the topics of the program.

The first curriculum is called “Summer Institute on Climate Change and Environmental Protection” (SICCEP). It addresses issues such as energy policies, environment law and sustainable development, intellectual property and technology innovation.


The second curriculum is called “Summer Institute on Intellectual Property Rights and China” (IP-China). The participants (students and professionals) who will enroll in all the scheduled courses and seminars will receive the certificates for both curricula. It is an innovative program that takes into account the training demands of young professionals on these issues, drawing on relevant curricula received from international organizations and the private sector.

The summer course will include the following topics:

1) Introduction to Chinese Law, Institutions & Politics (20h) SICCEP and IP-CHINA
2) Global Environmental Governance (14h) SICCEP
3) Environment, Science and Society: a Philosophical Introduction (14h) SICCEP
4) Law, Policy and Economics on Climate Change (14h) SICCEP
5) Introduction to Chinese Intellectual Property Law and Technology Transfer (20h) IP-CHINA
6) European American and Chinese Approaches to Intellectual Property Rights and Competition Policy (20h) IP-CHINA
7) Governance of Energy Transitions: Towards Low-Carbon, Sustainable Society (14h) SICCEP

Lorenzo Riccardi, Associate Professor of Taxation at Xian Jiao Tong Liverpool University will introduce a lecture on China Tax System covering following topics:
 
1) Representative offices (ROs) taxation
2) Joint Ventures taxation
3) Wholly Owned Foreign Enterprises (WFOE) taxation
4) Registered Capital and Investment
5) Post-establishment Compliance
6) Chinese fiscal system
7) Main fiscal reforms in recent years
8) Representative offices tax calculation
9) IncomeTax
10) Turnover Taxes
11) Profiles of International Taxation on Investment
12) Scheme of Taxation on Dividends
13) China’s Double TaxTreaties

[Seminar] L. Riccardi, S. Chao - SHANGHAI FREE TRADE ZONE, financial and tax development - China-Italy Chamber 30.7.2014

The SPWG with the Italian Chamber of Commerce in China invites you to our next meeting on July 30h at 18:00 in Shanghai.
Our guests will present the New Free Trade Zone of Shanghai and future fiscal and financial development in China.
The China (Shanghai) Pilot Free Trade Zone ("China (Shanghai) Pilot FTZ") is officially launched on 29 September 2013.
The China (Shanghai) Pilot FTZ pioneers an unprecedented degree of openness in relation to foreign investment and international trade in both goods and services, with the objective of promoting and leading the development of an open Chinese economy.


Guests will introduce the FTZ and future development in tax and finance in China.

This event is open to China-Italy members and free of charge.
Please confirm your attendance by email in advance.


Speaker and coordinator:

Lorenzo Riccardi:
SPWG Chair


Stefano Chaoi:
Investment and research manager at AZ investment management



Info:

Lorenzo Riccardi
M +86.138.187.36.209
Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.



Agenda of the meeting:

18:00 – 18:10 Welcome
18:10 – 18:30 Presentation and tax trends (L. Riccardi)
18.30 – 19.00 Financial implications (S. Chao)
19.00 – 19.30 Q&A


Address: 上海市黄浦区中山南路28号久事大厦附楼(近东门路)
4th Floor, Fesco-Adecco Building, No. 28 South ZhongShan Road, Shanghai 200010, P.R.C
 



CHINA ACCOUNTING STANDARDS (NEW BOOK)

China Accounting Standards, Springers 2016 - by Lorenzo Riccardi

Introduction and Effects of New Chinese Accounting Standards for Business Enterprises

This book provides an exhaustive overview of China’s accounting standards and makes a clear comparison between Chinese and international accounting systems. It offers an essential guide to dealing with new accounting standards for business enterprises in China. The guide provides valuable support to accountants and professionals when comparing the new standards adopted in China with the corresponding principles under IAS/IFRS and appraising potential outcomes. The comparative approach together with comments and easy-to-use numerical examples allow readers to quickly grasp these accounting systems.

The process of increasing economic openness and liberalization has been particularly prevalent in the past decade. Recently, this process has been making China increasingly integrated into the world economy. Perspectives are changing and a growing extent of investors are demanding financial statements; this demonstrates a higher level of transparency, objectivity and accuracy, particularly in mainland China. Keeping up to date with international accounting standards is crucial in order to meet increasingly demanding global requirements. In fact, the process of harmonization and integration of reporting standards can bring a twofold advantage. First, it provides transparency and promotes confidence among foreign investors, the major aim of latest Chinese economic policies. Second, an internationally integrated system makes it easier for companies to raise capital and it reduces the risk of financial crisis.

At first glance, the major changes introduced by new principles embrace a set of basic standards which are now more in line with IFRSs. First, in accordance with international standards, new ASBEs reintroduce the generally agreed definition of assets and liabilities. In all cases, accounting elements shall be recognized only when their definition is made and the established recognition conditions are satisfied. Some other main features have been introduced: first the definition of “gains” and “losses” and second the method of historical cost as general requirement when measuring accounting elements. Deviations from the latter provision are replacement cost, net realizable value and fair value which can be adopted in the case of reliable determination.

Although new principles have affected firms to a different extent, analysts argue Chinese companies under new ASBEs to be benefited mostly in terms of comparability. This point could lead in turn to an increased level of volatility of financial results due to the greater use of fair value principle. Both differences in adoptions of standards and increased volatility in end-year results should be explained in financial statement and disclosure to stakeholders.

Hardcover: 337 pages

Publisher: Springer; 1st ed. 2016 edition (November 9, 2015)

Language: English

ISBN-10: 9811000042

ISBN-13: 978-9811000041